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ANNOTAZIONI VIDEO #3 – Lori Lako con “Not today, not even tomorrow”

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Annotazioni Video

Il concetto di annotazione ci rimanda all’atto del prendere nota, del cogliere un elemento su cui vogliamo riflettere, o che vogliamo ricordare. Ha a che fare con quello che ci colpisce rispetto al flusso di informazioni a cui stiamo partecipando, quindi parla di noi, ci posiziona rispetto a ciò che abbiamo di fronte.

Annotazioni Video è un progetto dell’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con il Comune di Tirana e curato da Stefano Romano, che nell’arco di tre anni vuole riflettere sulle dinamiche sviluppate nelle ricerche di alcuni dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana ed albanese che hanno come medium comune il video.

 

Breve descrizione video

Nel primo video intitolato “May the best of your yesterdays be the worst of your tomorrows” una ripresa aerea ci accompagna all’interno dell’ex stabilimento Incel a Banja Luka in Bosnia e Erzegovina, chiuso come conseguenza della guerra dei Balcani, nel cui paesaggio semi-desertico ci troviamo di fronte ad un corto circuito spazio-temporale, tre uomini bevono rakia ad un tavolino, come se si trovassero seduti tranquillamente in un bar di quartiere, fino a quando il loro stesso brindare porta ad una situazione inaspettata che rovescia la nostra percezione. Nel secondo video, dal titolo “W-Here is Balkan?”, l’artista ci porta a Pristina, dove all’interno del Palazzo della Gioventù e dello Sport, dei bambini cercano di calciare via lontano da loro la stessa idea di Balcani.

In entrambi i video ci troviamo costantemente a confronto con l’identità, singola e collettiva, che l’artista decide di lasciare come una domanda sospesa.

Lori Lako (1991).

Lori Lako, nata a Pogradec , Albania. Attualmente vive e lavora a Firenze. Ha studiato Pittura (BA) e Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi (MA), presso l’Accademia delle Arti di Firenze e l’Accademia di Arti di Monaco di Baviera, Germania. Nel 2020 ha vinto il ”Premio Ardhje’’, premio Nazionale per i Giovani artisti under 35, organizzato dalla Zeta Gallery, Tirana.

Le sue mostre, proiezioni e residenze d’artista recenti comprendono:

Going Nowhere Slow, a cura di Darko Vukić, Bazement Art Space, Tirana (AL), Assuming we can reach the sky, Residency Unlimited, New York (USA), Klosterwiesgasse 74 / Ich höre einen Vogel Klagen – I hear a bird lament, un progetto a cura di Styria-Artist-in-Residence, (St.A.i.R) & <rotor> Centro per l’Arte Contemporanea, Graz, (AT), Made in Italy, OFF, un progetto curato da Sergio Risaliti, Museo Novecento, Firenze (IT). Chambres, a cura di Paolo Parisi e Pantani-Surace, MH hotel, Firenze (IT), Noocene, a cura di Silvia Vannacci, Palazzo Binelli, Carrara, (IT) Ekrani i Artit, a cura di Zef Paci, Galeria e Artit, Shkodër (AL)

Summer Love – Welcome Home, a cura di Serena Becagli, Galleria ME Vannucci, Pistoia (IT), SCUB- Some Call us Balkans, Ex-Tipografia Rilindja, Prishtina, (XK), Le fome dell’acqua, a cura di Vittoria Ciolini, DryPhoto Arte Contemporanea, Prato, (IT), The Patriot, da un idea di Jamian Juliano-Villani, Galleria O’Flaherty, New York, (USA), SCUB- Some Call us Balkans, Mealting imagination, a cure di Enrico Tommasini, DKC INCEL, Banja Luka, (BiH), The revolution of the city around its dream, a cura di Stefano Romano & Remijon Pronja, Bulevard Art and Media Institute, Tirana (AL), Make me coffee make me a sandwich a cure di Natalija Vujošević, Galeria 17, Prishtina, (XK), Paesaggi personali, a cura di Serena Becagli, Galleria ME Vannucci, Pistoia (IT), Given, Infrared a cura di Blerta Hoçia, Ex-Kino Rinia, Prishtina, (XK), Heterotopies of resistance, a cura di Blerta Hoçia, Zeta Gallery, Tirana, (AL)

Bio Romano

Stefano Romano, (Napoli, 1975) artista, curatore e ricercatore. La sua pratica artistica esplora le pro-fonde contraddizioni che risiedono nella nostra realtà, spesso indagata in relazione all’architettura, ai contesti urbani e sociali. La ricerca si traduce in azioni temporanee, performance, installazioni, opere video e fotografiche co-struite secondo una struttura grammaticale capace di generare sempre situazioni inaspettate e una struttura temporale flessibile. Nel 2023 ottiene un PhD in architettura presso l’Università di Ferrara e nel quadro di questo dottorato, inizia a lavorare come professore presso la Polis University a Tirana, nella facoltà di Art e Design. Lavora da più di venti anni in Albania dove ha concepito diversi progetti come artista e come curatore. Ha concepito il progetto 1.60insurgent space il cui focus era lo spazio pubblico, è stato anche co-fondatore del  T.I.C.A. (Tirana Institute of Contemporary Art). Nel 2012 è stato co-fondatore del collet-tivo DZT (DyZeroTre) e della piattaforma MAPS – Mobile Archive on Public Space. Il suo ultimo progetto è The Mobile School of Visual Arts, un progetto pedagogico basato sull’idea di arte come produzione di conoscenza e partecipazione attiva. Il suo lavoro è stato esposto in mostre e musei nazionali e internazionali, tra le quali: Fondazione Pini (Milano, Italia), Collezione Giuseppe Iannaccone (Milano, Italia), Rotor (Graz, Austria), Autostrada Bien-nale (Prizren, Kosovo); BACO arte contemporanea (Bergamo, Italy); Artopia Gallery (Milano, Italia); Ca-reof (Milano, Italia); Placentia Arte (Piacenza, Italia); GAMeC area Palestra, (Bergamo, Italia); Galleria Alice & altri lavori in corso (Roma, Italia); 54° Biennale di Venezia – Padiglione delle Accademie di Belle Arti, Arsenale (Venezia, Italia); Macro Future (Roma Italia); GC.AC (Monfalcone, Gorizia, Italia); Neon campo base (Bologna, Italia); Triennale (Milano, Italia); Chelsea Art Museum (New York, USA); Tirana Bienale3 (Tirana, Albania); Museo d’arte Contemporanea di Villa Croce (Genova, Italia); The Yugoslav Biennial of Young Artist, Centre for Contemporary Arts (Vrsac/Belgrade Serbia e Montenegro); Via Farini (Milano, Italia); Boston Cyberarts Festival, Coolidge Corner Theatre (Boston U.S.A).

  • Organizzato da: IIC Tirana
  • In collaborazione con: Comune di Tirana e Centro Culturale AGIMI