L’istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e il Ministero del Turismo, Cultura e dello Sport albanese è lieto di presentare per la Settimana della Cultura italiana lo spettacolo della Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri Siracusa “L’inganno di Angelica”, tratto dal repertorio tradizionale e nello specifico dai canti dell’Orlando Innamorato,.
5 giugno 2026 ore 16 e 18:30
Teatri i Kukullave TIRANA (Albania)
Ingresso libero
L’Opera dei Pupi è uno degli spettacoli più rappresentativi della tradizione siciliana: utilizza marionette armate, i pupi, per mettere in scena storie di cavalieri, duelli e avventure. Le sue origini risalgono alla cultura della Magna Grecia e si sono evolute nel tempo grazie a influenze come i cantari italiani e il Cunto, il racconto orale epico-cavalleresco. Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, le tradizionali marionette popolari si trasformarono in figure cavalleresche riccamente decorate, dando vita ai teatri dell’Opera dei Pupi e a uno dei fenomeni culturali più iconici della Sicilia.
In scena a Tirana, L’inganno di Angelica, spettacolo in cui intrighi, magia e duelli cavallereschi si intrecciano in una storia ambientata alla corte di Carlo Magno.
Trama:
In un remoto sotterraneo, Argalia, figlio di Galafrone lotta contro una creatura per impossessarsi di una spada incantata e un anello magico per irrompere con l’inganno alla corte di Carlo Magno. Angelica, che sarà la vera manipolatrice, si presenta alla corte di Carlo Magno e invita i cavalieri presenti a misurarsi con Uberto, ovvero Argalia sotto falso nome. Premio della sfida sarà la stessa donna che offrirà se stessa al campione.
I due, certi della loro vittoria, intendono imprigionare i paladini per muovere guerra a Carlo Magno. Il mago Malagigi, insospettito dalla strana sfida, raggiunge il suo antro magico e interroga gli spiriti infernali. Venuto a conoscenza dell’inganno di Angelica, decide di ucciderla. Giunto alla tenda degli impostori, incanta tutti e rapito dalla bellezza della fanciulla tenta di baciarla; Angelica per virtù dell’anello magico, recuperato dal fratello al sotterraneo, é immune agli incantesimi del mago ed assieme al fratello lo cattura.
Al pietron di Merlino, luogo scelto per la sfida, arriva il primo sorteggiato, Astolfo, che atterrato dalla spada magica di Argalia viene fatto prigioniero. Sopraggiunge il secondo, Ferraù di Spagna, che non soddisfatto della tenzone sfida con le mani Uberto. In soccorso di Argalia arrivano i giganti di Angelica che uno ad uno trovano la morte ma l’ultimo stordisce Ferraù. I due imbroglioni vedendo persa ogni speranza di vittoria fuggono nella foresta. Ferraù, accecato dalla rabbia, li insegue giurando vendetta