L’Istituto Italiano di Cultura è lieto di sostenere la conferenza “Michele da Valona – Protagonista del Rinascimento adriatico tra Albania e Italia” con la partecipazione di:
- Dora Catalano, storica dell’arte, Soprintendente alle Belle Arti del Molise;
- Veruska Picchiarelli, storica dell’arte, Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria;
- Alessandro Delpriori, storico dell’arte, Università di Camerino.
25.06.2026 ore 10:00
Centro “Sotir Kolea”, Biblioteca Nazionale a Tirana
Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, le due sponde dell’Adriatico furono unite da intensi scambi culturali, commerciali e artistici. In questo contesto emerge la figura di Michele Greco da Valona, artista nato a Vlorë (Valona) e attivo tra Abruzzo e Molise, considerato oggi uno dei protagonisti del cosiddetto Rinascimento adriatico.
Di lui si conosce relativamente poco: le principali informazioni provengono dalle firme apposte su alcune opere conservate in Italia, nelle quali si definisce “Michaelis Greci de Lavelona” (Michele Greco di Valona). La sua vicenda si inserisce nel più ampio fenomeno delle migrazioni provenienti dai Balcani verso la penisola italiana dopo l’espansione ottomana.
Un artista tra Oriente e Occidente
Formatosi nella tradizione bizantina, Michele Greco sviluppò uno stile originale che fondeva elementi dell’arte post-bizantina con le innovazioni del Rinascimento italiano. Nelle sue opere convivono la spiritualità orientale, l’eleganza veneziana e influenze riconducibili a maestri come Carlo Crivelli e Pietro Alamanno.
I suoi dipinti testimoniano la circolazione di idee, artisti e modelli figurativi tra le due rive dell’Adriatico, rappresentando un raro esempio di dialogo culturale tra Albania e Italia all’alba dell’età moderna.
Le opere conservate in Italia
Le opere note di Michele Greco si trovano principalmente a Guglionesi e Vasto, in Molise e Abruzzo. Tra queste spiccano:
- il Trittico della Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e Sant’Adamo (1505);
- la Madonna delle Grazie;
- la Madonna tra i Santi Pietro e Paolo (1508).
Questi dipinti mostrano una straordinaria libertà espressiva e una raffinata sintesi tra iconografia orientale e linguaggio rinascimentale occidentale.
Un ponte culturale tra Albania e Italia
Gli studi più recenti hanno restituito a Michele Greco il ruolo di figura simbolica dei rapporti storici tra le due sponde dell’Adriatico. Una grande mostra e il relativo catalogo “Il Rinascimento danzante. Michele Greco da Valona e gli artisti dell’Adriatico tra Abruzzo e Molise” hanno contribuito a riscoprire questo capitolo poco noto della storia dell’arte mediterranea.
La sua opera rappresenta oggi una testimonianza preziosa dell’incontro tra culture diverse: un artista albanese che, attraverso la pittura, contribuì alla costruzione di uno spazio culturale comune tra Oriente e Occidente, facendo dell’Adriatico non una frontiera, ma un luogo di scambio e di dialogo.
In questo senso, Michele Greco da Valona può essere considerato uno dei primi ambasciatori culturali tra Albania e Italia, interprete di una visione artistica capace di unire tradizioni differenti in un linguaggio universale.